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Nudi, spigolosi, autorevoli alberi, tagliano i ricordi.
Graffiati dal vento, pensieri solitari, sorvolano ombrelli e cappelli.
 
Come chicchi di riso bianchissimo,
si perdono segretamente sulla città
e nelle tasche di ogni passante, freddissime lacrime.
Fa da letto alle incontenibili malinconie, come velo di nozze, la nebbia.

Milano,
 
in tutta la sua tragica, agghiacciante bellezza,
ancora una volta,
appare una gelida, ineffabile, irresistibile sposa indesiderata.

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Una risposta a La sposa indesiderata

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