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Si è alzato il micio,
lasciando sul divano e nell’aria sparso il suo pelo color bianco perla;
Lasciando in solitudine quei cuscini minuziosamente ricamati,
dalle diverse vivacità di colori,
che il timido riverbero serale mette in evidenza.
 
Lo stesso, investe con i suoi raggi i suppellettili;
Stravaganti forme animali, che accanto all’orologio da tavolo,
creano una quantità impressionante di giochi di luce,
esaltati dalla complicità dell’argento.
 
L’atmosfera pacata,
conferisce ai quadri, che arricchiscono le nude pareti, una maggiore austerità.
 
Arazzi orientali, dai disegni stravaganti e simmetrici,
immergono la stanza in un suggestivo pathos di alta poesia.
 
Tira un’aria magica, surreale,
accresciuta dall’originalità e dalla singolarità di ogni oggetto,
dalla disposizione curata degli stessi e dalla finestra,
che offre in primo piano,
la non comune visione di un poderoso salice piangente.
All’orizzonte, a malapena, s’intravede una porzione di mare,
che abilmente mescola le proprie gradazioni,
con le infinite sfumature celestiali,
quanto basta, per fare delle due, un meraviglioso, unico dipinto.
 
Infine, a rendere così enigmatico l’ambiente circostante,
le urla acute dei bambini e il rimbombo della palla,
che costantemente viene calciata di qua e di là.
 
Antichi rumori,
suoni comuni della memoria,
che ritornano e che ci trasfondono quel pizzico di nostalgia
e quel nodo alla gola,
che puntuale, si presenta in questi casi,
per rievocarci con acuta amarezza e con illimitata malinconia,
i tempi andati e la stupenda, spensierata infanzia.
 
Arrivano per ricordare ad ognuno di noi,
che nella vita passa ogni cosa,
che nulla rimane immutato e che anche noi,
volenti o nolenti, prima o poi passeremo.
 
Magari resteranno i nostri sorrisi e la nostra voce nella mente di chi sarà rimasto,
le nostre risate e i nostri baci nelle loro gole,
i nostri abbracci sulle loro spalle e le nostre mani nei loro gelosi ricordi;
Di certo rimarrà l’amore, quello che avremo concesso
e credo anche quello che avremmo potuto dare e che non abbiamo dato.
 
Chissà, (e questo lo spero soprattutto per me)
forse anche le nostre mancanze,
forse anche le nostre dimenticanze.
 
E’ tornato il micio,
a far compagnia ai cuscini,
con la sua diffidenza e col suo pelo color bianco perla.

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2 risposte a Antichi rumori

  • Molto resta, se vogliamo che perduri nel tempo, ma tanto di più, se vogliamo continuare a vivere nella persone che sono state al nostro lato: resta la visione di un sorriso, la sensazione di un’emozione e l’ardore di percepirne sempre di nuove man mano; restano i sogni e forse anceh un pò le speranze… Perchè il fatto è questo: Mai si parli di Illusioni, perchè Noi Viviamo, non facciamo finta..
  • molto bella…..complimenti,….cmq ti ho finalmente aggiunto negli amici…..ciao

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