assistenza remota informatica
  
  
  

Ho sciupato l’abilità di renderli sempiterni.
Ho affinato tuttavia la capacità di non soccombergli.
 
Vorrebbero pioviscolare in questi giorni,
ma crudelmente gli impedisco di farlo.
Come? Semplice!
Non gli consento di germogliare,
non gli permetto di sorseggiare la vita.
 
Come un feto, essi rimangono interrati dentro me.
 
Non si ribellano,
non si lamentano, anzi, restano lietamente
rassegnati al loro infausto destino.

Si attaccano avidamente a quello che il mio animo ha loro concesso
e ne godono all’impazzata, come un ergastolano,
in una rara, inaspettata giornata di libertà.
 
Se potessero nascere,
racconterebbero di me e ti direbbero quello che ancora di me non sai;
Ma morirebbero veloci,
divorati da un tempo ricolmo di cemento e di spiccioli boccioli.
 
Perchè esternarli!
No, non posso concedergli questo parto.
Come l’amore di un padre verso la propria creatura,
li alzo al cielo, li trattengo e li stringo soltanto per la mia persona,
soltanto per me.
 
I miei respiri!
 
E’ sul mio petto che gentili danzano ed eleganti volteggiano,
senza mai perire, senza mai finire.

Hai gradito questo post? Lo ritieni valido? Ti è stato utile?
  • MOLTO
  • SI DAI
  • CERTO
  • IN PARTE
  • NO
  • POCO

3 risposte a I miei respiri

  • Dire che son d’accordo con Medusa… è dir poco. Sei "scoperto" Marco. Ed ora? 
  • E tutto ciò conferma la mia teoria… vale a dire che tu sia fondamentalmente egoista.
    Non ti concedi mai totalmente né agli altri né a te stesso e godi infinitamente di questa soluzione che hai trovato: incarcerarti dentro te stesso.
    Ma non durerà.. qualsiasi feto prima o poi dovrà essere espulso, sia esso un dolcissimo bambino  o un povero piccolo aborto.
    Spero solo che per allora sarai pronto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *