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Mi hai sfinito, annullato, ucciso.
Piango da morire. Soffro da vaneggiare.
Vederti tra le braccia di un altro mi distrugge l’anima.
Come puoi farmi tutto questo?
Sto morendo adagio, come un albero in autunno.
Perdere l’amore é una dramma, ma perderlo come io ho fatto,
é un supplizio quotidiano, smisurato e lento.

Come posso ancora amarti? Non trovo risposta.
E’ arcano ed illogico.
Lacrime, lacrime, lacrime, inzuppano il mio volto e questi teneri fogli.
Lacrime, lacrime, lacrime, amanti di dolore e sventura.
Fiumi amari che nascete dal mio cuore rotto
e zampillate vere dai miei occhi rossi e melanconici,
quando cambierete sapore?
Quando diverrete dolciastre e buone?
Mistero d’amore perduto o lacrime finirete prima o poi?

Anche il pozzo più grande ha un limite di capienza,
ma il cuore, il mio cuore ne sgorga senza fine!
Per ogni lacrima che cade, cento ne nascono.
E se potessi innaffiare i campi della terra con tali dolenze,
dimore vuote d’amore nascerebbero, nidi destinati
a rimanere soli, mesti, obliati.

Partorisce amore questo cuore che gioire più non sa.
Oh che ingiustizia! Non meritavo tutto questo!
Eppure eccomi qui, col dolore più grande della vita mia,
una montagna di dolore, che tu amore,
mi hai donato come regalo d’addio.

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