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Dolori taglienti

Non guardarsi dentro poiché è più comodo di guardarsi dentro.
Per quel senso di profondità che fa vacillare il cuore.
Per quel senso di profondità che stringe la gola e fa scalpitare il respiro.
Per quel senso di profondità che tutti hanno ormai trascurato.
Per quel senso di profondità che mi rende diverso.
Per quel senso di profondità che fa soffrire tanto.
Per quel senso di profondità che spegne il buio.
Per quel senso di profondità che fa tremare.
Per quel senso di profondità che tanti sconfessano.
Per quel senso di profondità che molti rinunciano.
Per quel senso di profondità che mi rende una medusa al sole. Continua a leggere

Mi hai sfinito, annullato, ucciso.
Piango da morire. Soffro da vaneggiare.
Vederti tra le braccia di un altro mi distrugge l’anima.
Come puoi farmi tutto questo?
Sto morendo adagio, come un albero in autunno.
Perdere l’amore é una dramma, ma perderlo come io ho fatto,
é un supplizio quotidiano, smisurato e lento. Continua a leggere

Queste lacrime che scendono sono tutte per te che non le meriti;
Ma poi ci penso su e mi accorgo che detestarti non serve a nulla,
anzi, quando lo faccio é perchè ti amo mille volte di più.

E allora piango, piango e smetto solo quando il mio volto
trova la sua immagine riflessa nella pozzanghera delle mie lacrime; Continua a leggere

Difficilmente mi ritrovo a pubblicare ciò che non mi appartiene,
tuttavia quando lo faccio,
é perché come la tempesta agita gli scogli in riva al mare,
alla stessa maniera alcune parole fanno al mio spirito.

E’ così per questa bellissima poesia in vernacolo calabrese,
che conoscevo, ma che non trovavo da tempo.

La lascio scivolare ed echeggiare all’interno del Continua a leggere

Quando vorresti esprimerti al meglio e lo fai nel peggiore dei modi.
Ti sfreccia accanto un auto, ti sfiora e tu rimani impassibile.
E ti senti in balìa del nulla e in preda al tutto.
Quando qualcuno che non scorgi ti spettina i capelli e ti solleva la gonna.
Per quel desiderio di poter ascoltarti dentro e per l’impossibilità di farlo.
Per quel nome che nella tua mente si ripete all’infinito perdendo di significato.
E non senti altro che il tuo respiro spedito, frettoloso, ansante.
Potresti ricevere una percossa e non provare alcun dolore.
Quando la musica diviene silenzio e il silenzio non fa musica.
Per quella voglia di uscirne fuori e l’insensata volontà di non farlo.
E tutto ti turbina intorno come se fossi tu a mulinare.
Quando volteggi su te stesso e ogni cosa resta ferma, fissa, impassibile.
Quando la nausea ti incatena i polsi e ti serra la bocca.
E non avverti paura perché ti accorgi di essere tu la paura.
Quando da una vetrina scorgi il mondo e ti chiedi da dove stai guardando.
E a fatica ti alzi sulle punte dei piedi per scorgere quello che non riesci a vedere.
E ti senti in balìa del nulla e in preda al tutto.
Ti sfreccia accanto un auto, ti sfiora e Continua a leggere

Cazzo come ti mancano le cose quando per sempre le perdi!
Linguaggio al quanto scurrile, lo so, ma di certo non per errore.
Senza censura in fin dei conti, sono più me stesso adesso.

Immediato, connaturato eppur razionale;
Spasmodico e insolente;
Provocante e impavido;
Riottoso, ma pur sempre tollerante.

Non l’ho afferrato di certo ieri che il valore di ogni cosa,
lo intendi quando ti accorgi di averla persa,
quando comprendi seriamente che Continua a leggere