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Rieccomi per te, per me, per chiunque volesse sedere accanto a noi.

Oggi è bastato assaporare la frutta fresca nel bianco tavolo della cucina ammutita,
per ricordare con pungente nostalgia,
come se fosse trascorso qualche pomeriggio soltanto,
i frullati che la nonna mi preparava con inventiva ed affetto.

Mele lucide come bocce e rosse come le sue memorabili labbra.
L’intenso verde dei kiwi che ipnotizzava i miei occhi,
riportandoli con immane forza alle corse sui prati con i miei fratelli.
Arance dolcissime come i suoi sguardi, simili a spicchi di tramonto infuocato,
che come specchi affilati riflettevano i pomeriggi in riva al mare
ad attendere che il sole andasse via.

 Il verde pastello di quelle enormi pere che a motivo della loro buffa sagoma,
rievocavano nella mia mente cappelli di streghe e stregoni
che soltanto in qualche libro di fiabe avevo visto e contemplato

e di certo ricreati col nonno con la carta dei quotidiani.

E poi quelle splendide banane, che lei, con innata abilità, schiudeva come un fiore
all’alba, riponendole con delicatezza di fronte alle mie braccia,
che come un’elegantissima basciour si reggevano verso l’alto,
per poi sostenere sui palmi delle mani sporche di quel fanciullo spensierato,
il mento luminoso, furbo e rotondo, acceso di innocenti fantasie.

Quelle bucce!
Vedo ancora per ognuna di esse gli incredibili viaggi che riuscivo a vivere,
semplicemente osservandone le variegate forme,
venutesi a creare a causa di quel gesto delicato che le riponeva sbadatamente sul tavolo.
Voli accompagnati da giallissimi gabbiani,
da interiori risate, da cieli e mari di un giallo talmente acceso,
da far sussultare e dilatare anche adesso le mie pupille.

Quant’era facile sognare quand’ero bambino!
Bastava addirittura il buio,
per immergermi in viaggi fatti di semplici sciami di puntini colorati.

Lascio scendere questa lacrima, che come l’aratro la terra,
mi accarezza il viso e mi ricorda dolente che,
certe cose non tornano più.

Eppure da questa seggiola forse solitaria,
riesco ancora ad assaporare l’odore e l’intenso sapore,
di quei frutti colorati e di quel frullato.

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2 risposte a Certe cose non tornano più

  • ..ed è veramente triste ricordarci che certe cose non tornano più quando tu
    ancora le vorresti vive, le vorresti con te e purtroppo non può essere possibile..
    finchè ci riesci sogna, ricorda, immagina, vivi le scene di un bambino..
    perchè sarà questo d’ora in poi a far vivere tutto quello che non può più tornare..
  • dopo un’infazia vresciuta in campagna… con profumi che non ho piu’ odorato… giardini che sanno di aromi ed e terra bagnata di fresco…. angurie succose e piene e cachi raccolti sempre nel momento sbagliato, prati arsi dal sole di agosto e piedi indolenziti perche’ era troppo bello non portare mai le scarpe…. come ti capisco!!!!!

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