
Echeggi nella mia mente che ostinata cerca di distrarsi.
Abbandonata, lasciata da parte come una chitarra
che ricoperta di polvere, giace da sempre sotto una vecchia finestra.
Nessuna mano l’ha toccata o spostata,
e il sottile velo di polvere che la ricopre,
come un delicato manto,
è rimasto lo stesso in ogni sua piega.
Così oggi, forse con un po’ di amarezza
che permane ogni volta che ti vedo o che ti penso,
mi decido, e riempio e arricchisco queste quattro mura
di una musica soave, armoniosa, che
da tempo non udivo: il tuo ricordo.
Per puro caso lo sguardo si è adagiato su delle vecchie fotografie,
che con superbia poggiano alla base di un antico pianoforte.
Rappresentano tutte volti di persone amate
che fino a ieri gustavano la vita, vivevano accanto ai propri cari.
Il tempo non tiene conto di nulla, di nessuno, non teme niente.
Non vede, non sente, ma nonostante tutto corre, corre come una preda
che col cuore a fior di pelle, fugge al cospetto del suo nemico
e non sa se domani rivedrà il sole.
Miseri umani!
Altro non possiamo fare che immortalarlo in una piccolissima frazione di secondo
e quando scioccamente crediamo di averne catturato per sempre una parte,
esso, sogghignando, si beffa di noi,
e ci ricorda che non abbiamo fatto altro che imprigionare noi stessi.
Amore mio,
non startene come una foto in un angolo dimenticata,
poiché il tempo se ne va, e rendercene conto non ci fa.
Oggi il cielo alita azzurri.
L’aria è più cristallina che mai.
I raggi del sole sembrano dipingere la stanza.
Una gran sete mi salirà alla gola.
Abbandonata, lasciata da parte come una chitarra
che ricoperta di polvere, giace da sempre sotto una vecchia finestra,
lei riesce a far parlar di sé…
senza dire, senza farsi ascoltare.
Esiste una sottile e dignitosa bellezza nelle cose lasciate in disparte, come una chitarra che sotto un delicato manto di polvere custodisce intatta la melodia del passato. Anche quando il tempo scorre veloce e si beffa dei nostri tentativi di arginarlo, le tracce impresse nell’anima non svaniscono; rimangono sospese in un angolo del cuore, pronte a far parlare di sé senza bisogno di emettere alcun suono, se non l’eco di una profonda verità.

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