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Amori antichi

Cercami“Quando non ricorderai pi√Ļ il mio volto, cercami”.
Avevo scordato queste parole
o forse non le avevo mai davvero capite.
Così mi dicesti un tempo.
Non ho dimenticato il tuo volto, eppure lo cerco.
Le mie preghiere rumoreggiano come una tormenta.
Sferzano l’aria e¬†si innalzano in cielo come un’aquila. Continua a leggere

Ora che ho trovato il coraggio di scrivere,
vorrei dirti tante cose, confessarti mille pensieri,
ma ho paura, di una paura che non ho mai provato,
che non so spiegare, che mi blocca, che non mi fa fiatare
e che mi fa star male.

Ma adesso ci devo riuscire, devo capire cosa succede dentro,
nel profondo del mio cuore è già successa qualche cosa,
che mi fa star male, che non mi fa capire, che mi confonde
il cuore, che mi fa navigare in un mare pieno di timore
e di scogli da valicare. Continua a leggere

E’ incredibile, sconcertante, semplicemente misteriosa.
Alludo alla mente, a quella degli esseri umani.
C’eravamo detti addio e vivevamo questa scelta,
questa situazione, in maniera malamente precaria.
Il caso decide che é arrivato il momento di rivederci
e un sabato di ottobre come per magia succede.
Decidiamo che chiuderla in quel modo non é giusto
nè opportuno e stabiliamo di mantenere i contatti.
Ci sforziamo di farlo, ma non é luna piena
che gi√† il ‚Äúnoi‚ÄĚ non ci appartiene pi√Ļ. Continua a leggere

Poesia calabrese va nti to mamma.

Come la tempesta agita gli scogli in riva al mare, alla stessa maniera alcune parole fanno al mio spirito. E’ cos√¨ per questa bellissima poesia in vernacolo calabrese, che conoscevo, ma che non rileggevo da tempo.

La lascio scivolare ed echeggiare all’interno del mio rifugio, affinch√© tu possa emozionarti tutte le volte che vorrai.

Va ‘nti to’ mamma

Quandu ti senti i nerbi pizziàti
e ccerchi un pocu i paci peri peri;
Quandu tutti ti pigghinu a ppuntàti
parenti, amici e ppuru to’ muggheri;

quandu cerchi ‘na stampicceddha i luci
ammenz’o scuru chi tti struggi ‘u cori,
cerchi n’aiutu… Continua a leggere