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Malagevole narrarti il vissuto di questi giorni.
Potrei metterci tutta la mia solerzia,
ma non ti trasmetterei neppure la minima parte di quello che ho vissuto.
Ci provo, non mi costa nulla.
 
Mi perdurano le sensazioni, i timbri, le colorazioni, gli odori.
 
L’allegro sole che spaccava il buio del bosco,
penetrando attraverso il verdeggiante fogliame di quei dignitosi e altissimi alberi;
Raggi di luce, che come rilucenti spade,
venivano giù in picchiata a squassare il tappeto di foglie secche,
che gentilmente scricchiolava sotto i piedi scalzi e ormai sudici di natura.
 
La vista e il penetrante profumo del lago verde smeraldo,
che accompagnava le giornate senza tempo e
aleggiava inconsueto sulle nostre fragili vite.
 
Il cinguettio dei pavidi uccellini, che spensierati svolazzavano di qua e di là,
e pennellavano nell’aria fresca misteriose scorciatoie,
che percorse, avrebbero condotto all’eterna spensieratezza.
 
Gli accesi colori del mirabile paesaggio, che come dita di carnefice,
a ogni risveglio, si ficcavano nelle pupille satolle di sonno e ingozzate di sogni.
 
La stanchezza che al calar della notte, come una moina di madre,
assaliva inevitabilmente i corpi carichi di giornate senza fine e senza confine.
 
Oh, quanto ci sarebbe da riportare!
Ma è arrivato puntuale il momento di salutarLO.
Ahimè, il cuore comincia a tremare.
 
Mi accomodo docilmente ai piedi dell’albero, che con illimitata grazia e gentilezza,
offriva per l’ennesima volta riparo, consiglio, calore, protezione,
e nelle profondità della mente e dell’anima,
LO ringrazio e LO abbraccio,
con la gratitudine di chi sa, di aver vissuto un sogno in cambio di nulla,
e con l’incertezza di chi non sa, se potrà riviverlo.
 
Raccolgo le ginocchia al petto e ci adagio braccia e volto.
 
Rimango in una struggente apnea.
 
Un’emozione come questa non deve volarmi via!
Ma un’incontenibile lacrima riesce a stillare dagli occhi umidi,
taglia una gota e si perde tra le labbra tremanti.
E’ tra le più dolciastre che io abbia mai assaggiato!
 
Mi alzo per andar via e d’improvviso,
una vigorosa e inaspettata brezza sbatacchia i capelli e i trattenuti respiri;
 
Come un treno sotto la pelle, i brividi mi corrono lungo tutto il corpo:
é Zomaro, che mi accarezza, mi abbraccia e mi sorregge il cuore.

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2 risposte a L’apnea

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