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fiore

Senza sostaCome nasce una canzone,
una poesia, una frase d’amore o una lettera?
Per tanti motivi si scrive e si riversa
quel che dentro noi rimugina.
Si scrive perché quel sentore
diviene una necessità scalpitante,
perchè il bisogno di farlo è impellente.
A volte perché si è scelto di farlo e basta.

Non so bene cosa stanotte mi induca a farlo.

Ricordo i tempi in cui scrivevo con la macchina del nonno.
…il nonno. Anche se da una vita non pronunciavo tale parola,
dentro me non è mai andata via,
anche quando non aveva più senso farla vivere al di fuori della mia bocca. Continua a leggere

All’epoca lo ritenesti uno sfrontato e un saccente
quanto ti scrisse determinate cose;
Ma non hai mai tenuto a mente che egli le incise con freddezza agghiacciante,
come se il contesto nel quale le esprimeva non lo riguardasse affatto.

Ti conosceva meglio di come tu capivi e comprendevi te stessa.
Sapeva che prima o poi avresti trovato chi di amore te ne avrebbe concesso,
(d’altronde una come te non avrebbe potuto far altro che farsi amare)
e che prima o poi avresti trovato chi ti avrebbe amata più e meglio
di come aveva saputo fare lui fino a quel momento.

Eppure quel sorriso ermetico, arrivati a questo punto, sembra non essersi mai estinto.
Era proprio lì che commettevi un errore grandissimo,
talmente ciclopico che non ti accorgevi neppure di commetterlo.

Ti sentivi sicura, imbattibile, certa che tali parole non ti avrebbero mai riguardata.
E’ vero, molti ti avrebbero amata e Continua a leggere

Rieccomi per te, per me, per chiunque volesse sedere accanto a noi.

Oggi è bastato assaporare la frutta fresca nel bianco tavolo della cucina ammutita,
per ricordare con pungente nostalgia,
come se fosse trascorso qualche pomeriggio soltanto,
i frullati che la nonna mi preparava con inventiva ed affetto.

Mele lucide come bocce e rosse come le sue memorabili labbra.
L’intenso verde dei kiwi che ipnotizzava i miei occhi,
riportandoli con immane forza alle corse sui prati con i miei fratelli.
Arance dolcissime come i suoi sguardi, simili a spicchi di tramonto infuocato,
che come specchi affilati riflettevano i pomeriggi in riva al mare
ad attendere che il sole andasse via.

 Il verde pastello di quelle enormi pere che a motivo della loro buffa sagoma,
rievocavano nella mia mente cappelli di streghe e stregoni
che soltanto in qualche libro di fiabe avevo Continua a leggere

Ho imparato che amare non é facile.
Ho imparato che lasciarsi amare a volte é più difficile.
Ho imparato che un gesto può cambiare il corso delle cose.
Ho imparato che basta un sorriso per accendere un cuore.
Ho imparato che far sorridere vale più dell’oro.
Ho imparato che non tutti sanno apprezzarti.
Ho imparato che a volte arrabbiarsi è un’alternativa.
Ho imparato che il dolore é lo spannatore dell’anima.
Ho imparato che la musica é piena di risposte.
Ho imparato che per capire che Dio esiste non devi impararlo.
Ho imparato che nulla uccide più dell’indifferenza.
Ho imparato che sentirsi ricchi vale più di esserlo.
Ho imparato che i miei limiti iniziano dove terminano quelli di molti.
Ho imparato che la leggerezza pesa più di un pugno.
Ho imparato che le parole sono come l’acqua e una volta versate non le riprendi più.
Ho imparato che la cattiveria della gente ti fa sentire migliore.
Ho imparato che donarsi mette più gioia del preservarsi. Continua a leggere

Nessun abbraccio di madre sarà mai caloroso quanto il suo;
Nessun frutto esalterà al meglio il sapore dei suoi baci;
Nessun paesaggio sarà all’altezza della sua sublime figura,
né sole eguaglierà mai il suo sorriso,
né melodia la sua voce,
né poeta descriverà mai la sua avvenenza.
 
I suoi capelli cadenti, lunghi, neri, neri, neri.
I suoi occhi color nocciola, dolci, dolci, dolci.
I suoi seni intelligenti, da mordere e succhiare.
Le sue labbra dal sapiente disegno, uniche e sensuali.
In essa la fonte ove il ciliegio intinge i propri desideri.
La sua bocca da baciare, da vivere;
Su di essa il letto su cui sdraiare pensieri e Continua a leggere

Ho pianto stanotte.

L’ho fatto con gli occhi, ma soprattutto col cuore.
Ho ripensato a quel bocciolo bellissimo, piccolo e raro che sei tu, amore.
Ho considerato tutte le volte che non ti ho innaffiata,
tutte le altre in cui non ti ho curata come avresti meritato.

Il sole picchiava forte, ma ero troppo impegnato a planare nei miei azzurri spazi,
ad ali spiegate, per impiegare le stesse e metterti al riparo dalla calura.

Avrei potuto scaldarti, quando il buio della notte portava il prepotente gelo,
ma io troppo distratto e immerso nella culla dei Continua a leggere